AUTUNNO E L'ABC SU PROBIOTICI E PREBIOTICI

A cura della Dr.ssa Francesca Daga

Anche la stagione autunnale vede protagonisti delle nostre farmacie i probiotici. Spesso però parliamo anche di fermenti lattici, flora batterica intestinale e prebiotici, ma si sa realmente di cosa si stia parlando? Cerchiamo di fare chiarezza. 

I probiotici sono microrganismi vivi non patogeni che, se ingeriti in quantità adeguate, sono in grado di esercitare funzioni benefiche per l'organismo. I benefici descritti nei vari studi non sempre sono da intendersi come effetti generali dei probiotici: il singolo ceppo  ha un effetto ben preciso, come anche le associazioni tra più ceppi. E’ quindi importante conoscerli per un consiglio corretto.

Possono essere assunti come integratori alimentari, ma sono presenti anche in cibi, quali ad esempio yogurt e kefir. Spesso si confondono con i 'fermenti lattici', ma è un errore perchè non tutti i probiotici sono in grado di fermentare gli zuccheri. Meglio usare il termine probiotico, saremo certamente più corretti! Hanno molte funzioni benefiche per l'organismo tra cui sintetizzare vitamine b2, b12, k, acido folico, biotina. Inoltre stimolano l'immunità umorale e cellulo-mediata a livello intestinale. I principali probiotici sono Lattobacilli, Bifidobatteri, Enterococchi, ma ce ne sono tanti altri. Questi diversi ceppi hanno una collocazione ben precisa nell'intestino e variano anche in base al tipo di parto: il sistema gastrointestinale del feto è sterile, quindi già al momento della nascita avremo più ceppi di un tipo piuttosto che di un altro a seconda che il parto sia di tipo cesareo o naturale.

E quando bisognerebbe 'assumere' un probiotico anzichè un altro? Possiamo usare ad esempio il Saccharomices boulardii in caso di terapia con antibiotici: quest'ultimo resiste all'ambiente acido gastrico, non viene inattivato dagli antibiotici e viene consigliato anche in caso di candida. Altri importanti da ricordare sono Lactobacillus rhamnosus, ottimo come antidiarroico, e il Lactobacillus reuterii, un valido aiuto in caso di coliche nel neonato.

E per prebiotici invece cosa si intende?

Sono delle sostanze di origine alimentare non digeribili (per lo più appartenenti alla classe chimica degli zuccheri o delle fibre alimentari solubili presenti in frutta e verdura), in grado di favorire selettivamente la crescita di uno o più microrganismi tra quelli già presenti nella flora batterica intestinale o tra quelli somministrati come probiotici. I prebiotici, per funzionare bene, devono essere ingeriti in quantità adeguata: circa 5g/die. Quindi assumiamo prebiotici per far aumentare i probiotici, cioè i 'batteri buoni' intestinali. I prebiotici più conosciuti sono l'inulina,i fos(fruttoligosaccaridi) e i gos(galattoligosaccaridi). È stato rilevato che una dieta ricca di fibre alimentari, facilita la presenza di Bifidobatteri e Lattobacilli: dunque la dieta è fondamentale per non alterare l'equilibrio della flora batterica intestinale che, se non bilanciata nel suo sviluppo e composizione, porta a disbiosi. Le disbiosi possono essere causa diretta o indiretta di numerosi disturbi come cattiva digestione, gonfiore addominale, colite, intolleranze alimentari, cistiti ricorrenti e candida.

Curare la flora batterica intestinale coi giusti probiotici è necessario per aumentare le funzioni benefiche dell'organismo, migliorando così in generale la salute del paziente.