DISFAGIA, PERICOLI E CONSIGLI

DISFAGIA: DIFFICOLTA' DELLA DEGLUTIZIONE E PERICOLOSITA' CONNESSE- A cura del Dr. Alessandro Ippolito

Con il passare degli anni anche i gesti più semplici possono trasformarsi in ostacoli di grande difficoltà. Così anche il cibo, da piacere può diventare un peso, o addirittura un pericolo.

Stiamo parlando di una condizione che da farmacisti territoriali vediamo verificarsi sempre più spesso: la disfagia.

Con questo termine si indica la difficoltà nella deglutizione, con tutti i problemi che da esso derivano: non stiamo solo parlando del rischio di non introdurre nutrienti a sufficienza, con conseguente indebolimento del fisico, ma anche della possibilità di sviluppare patologie a carico del sistema respiratorio. La disfagia, difatti, non solo rende difficoltosa la deglutizione del cibo, ma anche, e soprattutto, la rende pericolosa: l’assenza di controllo nella chiusura dell’epiglottide può portare ad introdurre cibo nelle vie aeree. Se aggiungiamo poi che anche l’espulsione di tale cibo mediante il riflesso della tosse risulta essere spesso inesistente possiamo ben capire i danni polmonari che da un semplice pasto possono derivare.

Ai danni diretti si sommano poi quelli psicologici: dato che oggigiorno il cibo riveste un’elevata importanza nelle relazioni sociali, l’impossibilità di partecipare ai momenti di festa aumenta il rischio di sviluppare problemi depressivi.

 

La disfagia è una condizione che si stima colpisca, in modo più o meno grave, il 22% della popolazione oltre i 50 anni.

Oltre all’età ed al decadimento fisiologico dell’organismo, altre cause scatenanti possono essere patologie a carico del sistema nervoso centrale (danni al cervello o al midollo spinale, Alzheimer, Parkinson, sclerosi multipla, distrofia muscolare), infarti ed ictus, oppure malattie autoimmuni.

L’origine del problema può però anche essere più “locale”, ossia legata a problemi direttamente in esofago. Ne sono un esempio la malattia da reflusso gastro-esofageo, in cui la continua azione dell’acido sulle pareti dell’esofago può portare al suo restringimento a causa della formazione di cicatrici, così come tumori esofagei o esofagiti (infiammazioni dell’esofago).

 

Ovviamente i gradi di disfagia possono essere diversi e devono esser valutati da un’attenta anamnesi medica.

In generale è possibile ottenere benefici mediante esercizi di riabilitazione della coordinazione muscolare.

Inoltre un altro accorgimento facile da ottenere è l’utilizzo di prodotti che, addensando il cibo troppo liquido, lo rendano più facile da deglutire.

Questi addensanti sono principalmente composti da miscele di gomme naturali come la gomma xantano e, in alcuni casi, possono contenere anche proteine, vitamine e sali minerali in modo non solo da conferire una migliore consistenza al cibo, ma anche da arricchirlo di sostanze nutritive.

È poi consigliabile che il paziente attui una serie di accorgimenti durante il pasto:

-          Posizionarsi con il busto eretto (seduti a 90 gradi);

-          Mangiare lentamente;

-          Ridurre il cibo in piccole porzioni;

-          Non miscelare cibi liquidi e solidi nello stesso boccone;

-          Restare con il busto eretto (seduti a 90 gradi) per 30-45 minuti dopo aver finito di mangiare.

Inoltre, per facilitare la deglutizione, è possibile inclinare la testa verso il basso, facendo sì che il mento vada verso il petto, e spostare il busto in avanti. Questo movimento rende più spontaneo il meccanismo di deglutizione del cibo.

 

Se è possibile individuare la causa della disfagia si può andare ad agire direttamente là dove il problema ha inizio: per esempio sia il reflusso gastro-esofageo che l’esofagite possono essere tenuti sotto controllo utilizzando farmaci adeguati.

Se la causa è invece la presenza di un restringimento, è possibile utilizzare dei dilatatori che, posizionati all’interno dell’esofago, vanno ad aumentarne il diametro facilitando così il passaggio del cibo.

Il ricorso alla chirurgia è invece riservato alle condizioni più gravi, come la presenza di presenza di tumore o di diverticoli esofagei.

Laddove non sia possibile ripristinare il corretto movimento muscolare e/o di passaggio del cibo verso lo stomaco, l’unico trattamento attuabile è l’utilizzo di una sonda per la nutrizione artificiale.