IL CONSULTO COL FARMACISTA

GUIDA PRATICA ALL'USO DOMESTICO DELL'EPARINA - A cura della Dr.ssa Alessandra Vita

Cos'è?

L'eparina è un principio attivo anticoagulante, in grado - come tale - di rallentare o interrompere il processo di coagulazione del sangue; è invece incapace di promuovere la dissoluzione dei coaguli già formati, che viene altrimenti favorita dai prodotti di un'altra categoria farmaceutica, quella dei  fibrinolitici

Per cosa si usa?

Presente a bassi livelli nel sangue e nei tessuti, dove viene prodotta ad opera dei basofili e dei mastociti, l'eparina è largamente impiegata come "fluidificante" del sangue. Esistono infatti delle determinate categorie di pazienti per le quali, vuoi a causa di una maggiore coagulabilità del sangue, vuoi per la presenza di determinate malattie o fattori di rischio, è fondamentale prevenire la formazione di coaguli sanguigni anomali (i cosiddetti trombi). 

Le classiche applicazioni terapeutiche dell'eparina sono quindi rappresentate dalla fibrillazione atriale, dalla trombosi venosa profonda e dalla sindrome coronarica acuta (attacco di cardiopatia ischemica); il suo utilizzo è inoltre indicato nei pazienti sottoposti a intervento chirurgico maggiore e in quelli dializzati (la dialisi è una tecnica usata per purificare il sangue quando i reni non funzionano adeguatamente). 

Per quanto riguarda in particolare l'impiego di eparina nella trombosi venosa profonda, l'uso del medicinale ha essenzialmente scopo preventivo e si propone di impedire la formazione di trombi all'interno del circolo venoso. La più temibile complicanza di tale evento è la cosiddetta embolia polmonare, conseguente all'ostruzione di un'arteria dei polmoni da parte di un frammento di trombo staccatosi dal coagulo, e poi spinto dal sangue al cuore destro e da qui al circolo polmonare.

Tipi di Eparina? Modo d'Uso?

In terapia non esiste un'unica eparina, ma numerosi tipi classificati in base alla "grandezza" della molecola che li costituisce. Abbiamo quindi eparine a basso peso molecolare (molecole più piccole) ed eparine standard o non frazionate; la principale differenza tra le due categorie riguarda le modalità di somministrazione. 

Partendo dal presupposto che l'eparina non può essere somministrata per os (verrebbe digerita, quindi inattivata) e che come tale dev'essere necessariamente iniettata, le eparine a basso peso molecolare possono essere somministrate per via sottocutanea, in una sola occasione giornaliera (a volte due) ed anche in ambito domiciliare. Le eparine standard, al contrario, vengono somministrate per via endovenosa, per infusione o più volte al giorno, ed il loro utilizzo è generalmente riservato all'ambito ospedaliero. 

Entrambi i tipi di eparina possiedono un sito di legame con l'antitrombina III, una glicoproteina plasmatica ad azione anticoagulante indipendente dalla vitamina K. Questa molecola - potenziata nella sua azione fino a 2000 volte dal legame con l'eparina - è in grado di inibire diversi fattori della coagulazione, in particolare la trombina e il fattore Xa. Mentre l'eparina non frazionata possiede un'attività inibitoria sia verso il fattore Xa che verso la trombina, le eparine a basso peso molecolare inattivano preferenzialmente il fattore Xa.

Come iniettarla?

Le iniezioni sottocutanee di eparina bpm (basso peso molecolare) devono avvenire in aree ben vascolarizzate ma lontane dai muscoli; classicamente vengono effettuate a livello del tessuto adiposo dei glutei o dell'area addominale antero-laterale o postero-laterale. L'iniezione si esegue sollevando tra le dita una plica di tessuto adiposo adeguatamente disinfettata ed orientando l'ago in direzione perpendicolare o leggermente inclinata a seconda dello spessore della stessa. Dopo l'iniezione, un batuffolo di cotone imbevuto di disinfettante deve essere premuto per qualche secondo sulla sede di iniezione, senza strofinare.

Se si salta una dose?

Nel caso il paziente dovesse saltare, ad esempio per dimenticanza, una dose, questa andrebbe effettuata il prima possibile, a meno che non sia ormai vicino l'orario della successiva iniezione; per nessun motivo, infatti, deve essere iniettata una dose doppia di medicinale. In caso di sovradosaggio di eparina esiste infatti un rischio concreto di andare in contro ad emorragie più o meno gravi.

Il consiglio utile del farmacista potrebbe essere di impostare una scheda in cui annotare le varie iniezioni secondo il programma stabilito dal medico. 

Interazioni con altri farmaci

Porre particolare attenzione a: antinfiammatori (ibuprofeneaspirinadiclofenacketoprofene ecc.) possono potenziare l'attività anticoagulante del farmaco favorendo la comparsa di emorragie; integratori e le preparazioni erboristiche. 

Raccomandazioni Importanti

Consigliare di porre particolare attenzione agli episodi traumatici più o meno gravi (dagli sport di contatto ad uno spazzolamento troppo energico dei denti). Piccole emorragie si possono verificare non solo durante la terapia, ma anche per alcune settimane dal termine della stessa.

Consigliare di rivolgersi al medico immediatamente in presenza di ematomi diffusi, difficoltà ad arrestare la perdita di sangue dal nasosangue nelle urine, feci nerastre  o con evidenti tracce di sangue e importanti sanguinamenti gengivali

Controindicazioni

Trombocitopenia, sindromi emorragiche in atto ed esistenza di fenomeni allergici (ad esempio ipersensibilità alle sostanze di origine suina o all'eparina stessa)

Cautela durante il periodo mestruale ed in presenza di malattie epatiche, intestinali o gastriche, ipertensione non controllata, disordini della coagulazione e malattie del sangue.


Ecco il riassunto delle informazioni pratiche che il farmacista deve saper fornire al paziente:

 

Dove iniettare l'eparina?

La sede generalmente preferibile è l’addome più precisamente la fascia antero-laterale. È necessario che la sede di iniezione disti almeno 2-3 cm dall’ombelico ed evitare di spostarsi troppo lateralmente  dove il tessuto sottocutaneo tende a ridursi.

Alternative sedi di puntura  sono : cosce, braccia e glutei.

Come per tutte le iniezioni anche nel caso  di quelle sottocutanea è obbligatorio variare sempre almeno di 3 centimetri la sede  di puntura .

 Cosa Serve?        

 Un piano di appoggio comodo e pulito, dove sistemare il materiale necessario per l’iniezione :

  • La siringa preriempita (già pronta),
  • 2 batuffoli di cotone,
  • Un disinfettante efficace,
  • Un contenitore per lo smaltimento sicuro della siringa.

 

Come procedere?              

  • Lavarsi accuratamente le mani, con sapone e acqua calda.
  • Dopo aver scelto il punto, eseguire una accurata disinfezione della sede di iniezione.
  • Prendere la siringa con la mano dominante (impugnandola come una penna) e con l’altra mano creare una plica cutanea che sarà mantenuta per tutta la durata dell’iniezione. Questa tecnica è indispensabile ad evitare l’iniezione del farmaco nel muscolo.
  • mantenere la bolla d’aria se presente nella siringa. Essendo il dosaggio  di questi farmaci molto     preciso (espreso in U.I.) e di volume ridotto, la bolla d’aria fa si  che venga iniettato per intero il dosaggio desiderato non lasciando residui nell’ago.
  • inserire l’ago nella cute mantenendo un angolo possibilmente di 90° ed effettuare una manovra meno traumatica possibile.  
  • iniettare il farmaco lentamente (almeno 30 secondi); per ridurre ematomi e dolore.
  • rimuovere la siringa e applicare una lieve pressione sulla sede dell’iniezione, una volta completata. Non strofinare e non massaggiare la zona per ridurre la comparsa di ematomi.
  • Gettare subito la siringa in un contenitore rigido a prova di puntura.