REPELLENTI ZANZARE

Approfondimento scientifico a cura del DR. ALESSANDRO IPPOLITO

Estate: sole, mare, vacanze, l’arrivo dell’allergia, il caldo, gambe gonfie, gli arrossamenti, ma soprattutto, le zanzare!

E nel grande oceano dei repellenti per insetti, come orientarsi?

In primo luogo ricordiamo che la puntura delle zanzare non è di per sé particolarmente dannosa: la saliva provoca infatti un effetto rubefacente e una reazione allergica cutanea che si manifesta sotto forma di irritazione cutanea di gravità variabile secondo il grado di sensibilità dell'individuo. Nelle regioni non interessate dalle malattie trasmesse, come ad esempio l'Europa e parte del Nordamerica, l'importanza delle zanzare è limitata alla trasmissione di malattie a carico degli animali domestici e alla molestia arrecata all'uomo.

 

Il meccanismo d’azione dei repellenti al momento non è ancora stato completamente chiarito e nella letteratura scientifica sussistono ancora opinioni fortemente divergenti.

Secondo alcuni autori il potere repellente è dovuto all’azione di bloccaggio dei recettori presenti sulle antenne dell’artropode impedendo di conseguenza la percezione degli stimoli attrattivi emanati dall’ospite, mentre altri autori sostengono che l’azione sia dovuta all’alterazione del meccanismo sensoriale che determinerebbe l’attivazione, nell’artropode, di diverse tipologie di chemio-recettori con il conseguente disorientamento nella fase esplorativa di ricerca.

Un recente studio ha messo invece in evidenza, ad esempio, che l’attività repellente del DEET è dovuta all’inibizione della colinesterasi a livello sinaptico negli insetti tale da determinare un disorientamento sensoriale su base neurologica.

I piretroidi, che sono propriamente molecole insetticide, invece, esplicano a bassi dosaggi un’azione irritante dovuta almeno a un breve contatto con la superficie trattata (es. deltametrina) alterando i comportamenti tesi all’effettuazione del pasto di sangue, mentre altri p.a. piretroidi diffusi nell’ambiente con metodi diversi (d-phenotrina) disorientano l’insetto impedendo la localizzazione dell’ospite con azione molto simile a quella dei repellenti veri e propri.

 

Tra le sostanze ad uso repellente, il più utilizzato in assoluto è il N,N-Diethyl-meta-toluamide (DEET o  dietiltoluamide). Risulta essere efficace non solo contro le zanzare, ma anche contro numerosi altri insetti. Si trova in commercio con formulazioni a concentrazione variabile, ma il limite massimo stabilito in Europa per l’uso topico è di 33,5%. A concentrazioni comprese tra il 10% ed il 30% si è dimostrato essere efficace e sicuro sia per bambini che per adulti. Le concentrazioni più alte dovrebbero essere limitate soltanto a quelle condizioni in cui il rischio di essere punti o che gli insetti veicolino malattie è elevato oppure in condizioni ambientali che favoriscono una rapida eliminazione del repellente dalla pelle. L’efficacia protettiva è direttamente proporzionale alla concentrazione e la durata può arrivare fino anche a 5-6 ore. Attualmente l’American Academy of Pediatrics raccomanda di non utilizzarlo al di sotto dei due mesi di età. In Italia il suo uso è vietato fino a 6 mesi e sconsigliato fino a 12 anni in concentrazioni superiori al 10%.

Il DEET è in uso da diversi decenni, è una sostanza piuttosto sicura, non particolarmente tossica per l'uomo, nonostante sia sintetica. Problemi di irritazione cutanea o severe reazioni come respirazione affannosa, occhi che bruciano, mal di testa o rash cutanei (mai comunque di tipo anafilattico) si sono verificate raramente e comunque per un utilizzo non corretto e ad alte dosi del prodotto. Come precauzione è sconsigliato comunque l’utilizzo sul viso e sulla pelle danneggiata ed è, al contrario, consigliabile lavare la pelle non appena la protezione non sia più necessaria o tra una applicazione e l’altra. Ad oggi è considerato il repellente antizanzare più efficace e sicuro in commercio, anche in gravidanza.

Una particolare attenzione deve essere fatta nell’esposizione al sole in quanto aumenta la fotosensibilità.

 

 

Uno dei più recenti insetto-repellenti immesso sul mercato è invece l’icaridina (picaridina, KBR 3023 o idrossietil-isobutil-piperidina carbossilato). Ha azione su una vasta gamma di insetti ed ha scarso assorbimento cutaneo. L’icaridina viene commercializzata principalmente in soluzioni contenenti dal 10 al 20% di p.a. Il suo utilizzo non è comunque indicato nei bambini sotto i due anni di età e limitato al 10% fino a 12 anni per mancanza di dati di sicurezza. Può avere durata di azione dalle 3 alle 10 ore in proporzione alla quantità applicata sulla cute. L’efficacia, in questo caso, è indipendente dalla concentrazione che determina, invece, solo la durata di protezione nel tempo.

Ha dimostrato attività repellente paragonabile a quella del DEET senza finora alcun problema di irritazione e con una minore capacità di penetrazione cutanea. Non è risultata teratogena ne cancerogena e negli animali da laboratorio non ha determinato malformazioni fetali, ma non è consigliata in gravidanza ed allattamento per l’assenza di dati sull’uomo.

 

I piretroidi sono derivati di sintesi di alcune molecole dotate di una attività insetticida presenti nell’estratto naturale di piretro che si ottiene da un gruppo di piante di origine tropicale tra cui la più importante è rappresentata da Chrysanthemum (= Pyrethrum) cinerariaefolium. I principi attivi naturali sono piretrina I e II, la cinerina I e II e la jasmolina I e II. Qualora amplificati industrialmente, questi prodotti a base di piretro sono chiamati genericamente piretrine, molecole fotolabili, dotate di un rapido potere abbattente che però risulta difficilmente letale e che per tale motivo viene sinergizzato con piperonil butossido che favorisce la penetrazione dell’insetticida nelle parti più sottili della cuticola degli artropodi.

In generale le piretrine di nuova generazione sono totalmente sintetiche e sono composti non ad uso cutaneo, ma che vengono spruzzate sui tessuti: abiti, giacigli e zanzariere. Garantiscono un'azione insetto-repellente anche per molte settimane nonostante i lavaggi, ma vanno usate solo quando strettamente necessario, dato che si tratta di veri e propri insetticidi. La concentrazione efficace varia dallo 0,25 al 4%. Concentrazioni superiori al 4% vengono in genere utilizzate diluite.

Hanno un basso assorbimento cutaneo, non hanno un profilo allergenico alto e non risultano selettive per le zanzare, motivo per cui non vanno spruzzate su o nei dintorni di piante, perché potrebbero eliminare anche gli insetti utili alla loro sopravvivenza o riproduzione.

I dati a disposizione indicano sicurezza sia per adulti che per bambini, inoltre non vi sono indicazioni che ne impediscano l’utilizzo in gravidanza. Al contrario, non sapendo se passino nel latte materno oppure no, è necessario interrompere l’allattamento durante il loro uso.

Bisogna fare attenzione in presenza di gatti perché sono per loro sostanze estremamente tossiche.

 

Ci sono poi tutta una serie di piante che presentano caratteristiche insetto-repellenti, soprattutto grazie agli olii essenziali che le caratterizzano.

Per molti di questi composti, come l’olio essenziale di citronella, quello di geranio, eucalipto, lavanda, menta e diversi altri, ci sono dati scientifici che ne garantiscono l’efficacia, ma la limitazione maggiore di questi prodotti è che, essendo molto volatili, devono essere applicati sulla pelle molto frequentemente, anche ogni 30-60 minuti.

Numerose ricerche indicano poi che il metodo estrattivo dell’olio essenziale è fondamentale per garantirne l’efficacia: soltanto infatti se ne vengono mantenute intatte la composizione in citronellolo, geraniolo e negli altri componenti attivi l’olio essenziale mantiene la sua efficacia. Inoltre numerose formulazioni in commercio utilizzano gli olii essenziali estratti da piante e veicolati in sostanze che ne aumentano la permanenza sulla cute e/o ne riducono la volatilità permettendo una riduzione delle frequenza di applicazione.

Una particolare attenzione deve però essere fatta a tutti quegli elementi che possono influenzare la composizione, e quindi l’effetto, degli olii essenziali: il metodo di coltivazione, le condizioni climatiche e del terreno, maturazione e raccolta della pianta, stoccaggio… Quindi valutate bene la serietà del produttore e dell’origine delle materie prime!

 

Di grande uso è soprattutto l’olio essenziale di citronella che viene estratto da specie del genere Cymbopogon spp. e contiene in media dal 20 al 60% di aldeide citronellale. Le sostanze ad effetto repellente contenute nell'olio di citronella sono: canfora, eucaliptolo, eugenolo, linaloolo, citrale e citronellale.

La Food&Drug Administration americana lo ha definito come un prodotto privo di tossicità sia negli adulti che nei bambini, anche se, come tutti gli olii essenziali, può presentare problemi di irritazione cutanea e fotosensibilizzazione soprattutto se utilizzato puro.

In Italia se ne sconsiglia l’utilizzo sotto i 24 mesi di età. L’indicazione è di utilizzare prodotti contenenti concentrazioni di p.a. non superiori al 20-30% e non utilizzare prodotti contenenti citronella su soggetti di età inferiore a 24 mesi. Lo US EPA ritiene che per ottenere un minimo di protezione sia necessario riapplicare il prodotto a intervalli di 1 ora. Risulta fotosensibilizzante ed il suo utilizzo è sconsigliato in gravidanza ed allattamento per mancanza di dati di sicurezza, nonché in persone con precedenti reazioni allergiche al p.a. o ad altri olii essenziali di estrazione fitoterapica.

 

Un estratto naturale di nuova introduzione è il quwenling, il cui nome commerciale è citriodiol. Esso è il residuo della distillazione dell’olio essenziale di Corymbia citriodora estratto dalle foglie e dai giovani germogli. Il citriodiol è quindi una miscela di terpenoidi tra cui il PMD (para-menthane-3,8-diol; C10H20O2) presenta l’attività repellente preponderante, oltre a isopulegolo, citronellolo, citronellale, geraniolo, D-pineolo, isopugenolo e citrale. Il PMD  è, invece, un monoterpene che può essere estratto dal citriodiol oppure prodotto sinteticamente (produzione prevalente negli USA).

Per gli impieghi commerciali, attualmente il PMD viene prodotto sinteticamente.

L’efficacia del PMD e del citriodiol è particolarmente interessante e nei confronti delle zanzare offre un grado di protezione analogo a quello offerto da DEET anche se, a parità di concentrazione, il DEET presenta un effetto più duraturo nel tempo.

Il PMD rappresenta una valida e sicura alternativa al DEET nella protezione dalle punture in particolare nei bambini di età superiore a 3 anni, nelle donne in gravidanza e nei soggetti con precedenti allergici al DEET.

Il citriodiol è commercializzato in formulazioni contenenti il 6,65-50% di p.a.

La tossicità del citriodiol e del PMD sintetico è affine a quella di tutti gli oli essenziali. In particolare è importante sottolineare il forte potere irritante a carico degli occhi. Contatti con le mucose orali o ingestioni accidentali determinano reazioni infiammatorie locali. Il PMD, in particolare l’olio essenziale “puro”, può determinare sensibilizzazione allergica. Il prodotto è tollerato anche in gravidanza sebbene siano scarsi gli studi specifici sul tema.

In dubbio è invece l’efficacia repellente di olii essenziali di geranio (geraniolo) e di NEEM perché gli studi pubblicati si basano su formulazioni con composizione e tecniche estrattive differenti.

 

 

Infine un metodo a volte criticato, ma spesso efficace, è rappresentato dall’utilizzo di granuli omeopatici di Ledum Palustre in diluizione 5CH-9CH.

L’effetto repellente dell'assunzione orale di Ledum Palustre sembra essere legato al cambiamento di odore del sudore, che viene reso sgradevole ai recettori delle zanzare. Tale variazione è percepita solo dagli insetti.

Inoltre l’assunzione di Ledum Palustre non solo agisce come repellente, ma riduce anche i sintomi che si generano dalla puntura.

Il Ledum Palustre deve essere assunto con costanza e i primi effetti si vedono a distanza di qualche giorno. L'assunzione deve avvenire a stomaco vuoto, i granuli sono da sciogliere sotto la lingua. E' importante continuare ad assumerlo per tutto il periodo in cui si vuole essere protetti dalle zanzare.

La dose consigliata per il Ledum Palustre 5CH o 9CH è di 3-5 granuli 3-4 volte al giorno. A questo si può associare anche una dosa a settimana di Ledum Palustre 30CH.

Ovviamente, come spesso avviene per i rimedi omeopatici, il riscontro non è univoco. Dipende dalla persona e dal suo metabolismo, in quanto non tutti gli individui sudano allo stesso modo.

 

Per quanto riguarda l’utilizzo di piastrine e diffusori, sono dispositivi a base di piretroidi, categoria di insetticidi utilizzata da anni.

Hanno una tossicità limitata e sono considerati sicuri. Se ingeriti non danno grossi problemi perché presenti in quantità minima nelle formulazioni. Sono però controindicati per asmatici e allergici, vanno usati in ambienti aerati e alcuni esperti ne sconsigliano l’uso in presenza di bambini sotto i 3 anni.

I dispositivi ad ultrasuoni si sono invece rivelati del tutto inutili in molti studi.

I cerotti dermici ed i braccialetti impregnati di sostanze repellenti naturali sono in genere innocui, anche se la loro reale efficacia è in dubbio. In particolare, secondo l’Istituto Superiore di Sanità i braccialetti impregnati di olii essenziali “non offrono alcun tipo di protezione se non in corrispondenza della cute prossima al bracciale”.

 

Indipendentemente dal metodo di protezione che si sceglie di utilizzare le regole di base devono comunque essere sempre rispettate:

– Nessun p.a. repellente deve essere utilizzato sui bambini di età inferiore a sei mesi, in quanto la barriera emato-encefalica non protegge l’encefalo dalle sostanze tossiche assorbite.

– Nei bambini di età inferiore ai 2 anni devono essere utilizzati insetto-repellenti solo in caso di concreto rischio di malattie trasmissibili. In Europa, nelle ore notturne, è preferibile utilizzare tecniche di profilassi di tipo meccanico e/o chimico ambientale.

– Quando possibile, è preferibile utilizzare tecniche di protezione meccanica o ambientale in sostituzione ai repellenti topici.

– Si raccomanda di non effettuare irrorazioni dirette sul corpo dei bambini con età inferiore a 4 anni, ma solo dopo l’applicazione sulle mani di un genitore.

– I repellenti non vanno applicati a intervalli temporali troppo ravvicinati. I tempi di applicazione devono essere valutati di volta in volta a seconda dell’attività svolta. In etichetta generalmente non sono riportati tempi minimi di protezione. Può essere utile considerare come tempo minimo di protezione il 50% del tempo massimo di protezione indicato, spesso esaltato a scopo pubblicitario, in etichetta.

– Molti p.a. interferiscono con la protezione delle creme solari declassandone il potere protettivo. Alcuni p.a. possono risultare fotosensibilizzanti.

– Cessato il rischio di esposizione ectoparassitaria le aree sottoposte a trattamento repellente devono essere lavate con acqua e sapone.