STAGE IN FARMACIA: COSA FARE DOPO LA LAUREA E COME IMPARARE SUL CAMPO

A cura della Dr.ssa Martina Busato

  • Qual è l’ultima normativa a cui posso fare affidamento?

A regolamentare i tirocini extracurricolari è la normativa 92/2012, conosciuta anche come riforma Fornero. Nell’ottica di prevenire gli abusi ai danni degli stagisti ha introdotto delle sostanziali modifiche rispetto la precedente legislazione: retribuzione minima obbligatoria per i tirocinanti, da € 300 a 600 lordi al mese in funzione delle singole disposizioni regionali; durata massima del tirocinio di sei mesi; limitazioni nella possibilità di assumere tirocinanti: non è consentito attivare un tirocinio per risolvere problemi di organico durante periodi di grande attività lavorativa; per sostituzione di lavoratori in malattia, maternità o ferie; per aziende che hanno effettuato licenziamenti nei 12 mesi precedenti; non è consentita la realizzazione di più di un tirocinio con lo stesso stagista.

 

  • E’ rivolta a me questa opportunità?

 

Giovani nella transizione università-lavoro: se sei un giovane neo-laureato, hai terminato gli studi da meno di un anno e stai scegliendo dove e come iniziare il tuo percorso lavorativo. È un tirocinio formativo e di orientamento, che ha come compito quello di agevolare la tua scelta e darti una possibilità di occupazione. Non serve l’iscrizione all’Ordine.

 

Farmacisti disoccupati, anche in mobilità: se sei un farmacista iscritto ad un centro per l’impiego e vuoi nuovamente inserirti nel mondo della farmacia. Ti offre l’opportunità di essere seguito e di imparare il mestiere. È un tirocinio finalizzato ad un percorso di recupero occupazionale.

 

  • C’è la possibilità che poi venga assunto?

 

La possibilità è concreta: è l’occasione su cui puntare e vale la pena dare il meglio di sé. Indipendentemente offre l’importante opportunità di imparare direttamente da farmacisti esperti, potendo fare domande ed esponendo dubbi e preoccupazioni. E’ una scuola pratica, dalla quale si percepisce la prima retribuzione.  Per l’anno 2017, a meno di cambiamenti legislativi, i vantaggi per l’assunzione di un tirocinante con contratto a tempo indeterminato saranno quelli generici riconosciuti per le altre assunzioni a tempo indeterminato.

 

  • Cosa potrò fare praticamente in farmacia?

 Il soggetto ospitante nomina un tutor, ossia il farmacista che ti seguirà durante questo percorso. Con il soggetto promotore (centro per l’impiego, università o altro ente accreditato) si decideranno invece quali attività svolgere durante il tirocinio, le modalità di formazione e le competenze che si vogliono trasmettere/ far acquisire. I tirocinanti non possono svolgere attività che non siano coerenti con gli obiettivi formativi del tirocinio stesso, come precisano le linee guida emanante dalla conferenza Stato-Regioni del 24/01/13, come da indicazione della riforma Fornero.

 

  •  E il contratto di Apprendistato? Lo devo considerare? Cosa cambia?

Certo, è un’altra differente strada. Si tratta di una forma di lavoro definita “a causa mista”, in quanto comprende sia l’attività lavorativa che quella formativa. È riservata ai farmacisti con età inferiore ai 29 anni. Le farmacie che assumono con questa forma contrattuale ricevono agevolazioni di natura contributiva, e contemporaneamente si impegnano alla formazione del giovane assunto, che in questo caso può anche essere utilizzato per risolvere problemi di organico in quanto si tratta a tutti gli effetti di un contratto di lavoro. Ha però una durata maggiore, tre anni. Al termine la farmacia può decidere di procedere con l’assunzione a tempo indeterminato.

 

Dipende quindi da te capire quale tipologia di esperienza vuoi fare. Se non hai ancora deciso quale strada prendere e sei un giovane laureato in farmacia o CTF hai tante diverse opportunità da considerare: lavorare in farmacia territoriale, fare informazione scientifica, intraprendere un percorso lavorativo in farmacia ospedaliera o in  industria farmaceutica. Proporsi in farmacia per uno stage per un periodo limitato sarà sicuramente un periodo formativo, remunerativo e che ti permetterà di “fare esperienza” da inserire nel tuo CV. Lo stesso consiglio si può dare ad un giovane farmacista che sta facendo fatica a trovare lavoro, ma non vuole mantenersi inattivo, come anche al laureato in età più avanzata che ha esercitato la professione e che poi ha dovuto sospendere il suo percorso lavorativo per qualsiasi motivazione.

Il consiglio in più è che sia lo stesso “aspirante stagista” a proporsi all’azienda farmacia, dando sicuramente un’ottima impressione. Se la struttura ospitante interessata avrà tutti i requisiti richiesti per seguire questo percorso e una persona con le giuste competenze incaricata a seguire lo stagista, l’esperienza può partire. Costanza, voglia ed entusiasmo saranno basilari e permetteranno di imparare a rendersi utili, agevolando poi il lavoro del titolare e dei collaboratori!

 

Referenze

http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2012/07/03/012G0115/sg

http://www.statoregioni.it/dettaglioDoc.asp?idprov=11574&iddoc=39343&tipodoc=2

http://www.farmacistiallavoro.it/2017/03/09/le-differenze-fra-stage-apprendistato/